
Benvenuti nel mio mondo di storie
Qui troverai i miei romanzi, i personaggi che li animano, il dietro le quinte della loro nascita e tutte le novità sulle prossime pubblicazioni. Ti invito ad entrare nel mio mondo e a lasciarti accompagnare dalle storie che ho scritto.
OFFERTA DEL GIORNO
Ai primi 100 che comprano uno qualsiasi dei libri pubblicati tramite Amazon e me lo comunica, una copia omaggio del libro “ La vita inizia quando incontri il lavoro giusto”
Un libro chiuso nel cassetto è solo carta stampata; prende vita solo nel momento in cui incontra lo sguardo e la voce del lettore.
Senza il lettore dall'altra parte del filo, l'autore parlerebbe in una stanza vuota. È la risposta degli altri a trasformare il gesto solitario dello scrivere in un atto di condivisione e appartenenza.
L'aroma del tempo che fu
Ci sono ricordi che hanno un profumo. Quello del pane caldo sfornato nel forno comune, della terra bagnata dopo un temporale estivo, del mosto durante la vendemmia.
In questo affresco corale, Tommaso Tentarelli ci accompagna in un viaggio nel cuore dell'Italia che, dalle macerie del dopoguerra, ha saputo ricostruire il proprio futuro. Tra le pagine rivivono i gesti lenti di una comunità tenace, le risate dei bambini nelle strade sterrate, la meraviglia per la prima automobile e il silenzio quasi sacro davanti alla televisione in bianco e nero.
È il racconto di un mondo scandito dalle stagioni e dalla solidarietà, dove un aiuto era una promessa silenziosa e un amore poteva nascere da uno sguardo rubato a una festa di paese. E poi, la trasformazione: le prime partenze con la valigia di cartone, il boom economico, l'emancipazione delle donne e i sogni dei giovani che iniziavano a guardare oltre l'orizzonte del campanile.
Il risultato è un'opera toccante che celebra la dignità e la resilienza di una generazione. Per chi ha vissuto quegli anni, sarà come tornare a casa. Per chi è venuto dopo, sarà la scoperta di un'eredità preziosa, custodita nel profumo intramontabile del tempo che fu.
Il paese che resiste
Questo libro è un viaggio nella memoria e nel presente, dall’Italia del dopoguerra ai giorni nostri. È un racconto narrativo che intreccia storie, voci e immagini di comunità che sembravano destinate a sparire e che invece continuano a interrogare il futuro.
Il paese che resiste non è solo un lamento per ciò che si perde, ma un invito a guardare ciò che può rinascere.
Perché un borgo non muore davvero finché qualcuno lo ricorda, lo nomina, lo abita.
Perché ho scritto questo libro?
Non so se questo libro sia nato da un’idea precisa o da un’inquietudine. Forse da entrambe. Da tempo sentivo il bisogno di fermarmi, di osservare con maggiore attenzione i luoghi da cui proveniamo e che, troppo spesso, lasciamo scorrere accanto a noi senza davvero vederli. Ho iniziato a scriverlo al ritorno da una vacanza trascorsa in alcuni splendidi borghi dell’Abruzzo: luoghi che sembrano immobili, dimenticati, e che invece custodiscono ancora la parte più autentica della nostra storia.
La casa non dimentica
Ci sono storie che il tempo non riesce a cancellare.
Quando Luciana arriva a Borgofosco, cerca soltanto un nuovo inizio e la tranquillità necessaria per dedicarsi alla scrittura. Non immagina che dietro l'apparente serenità del borgo si nasconda una vicenda dimenticata da trent'anni: la misteriosa scomparsa di Renata, una giovane donna che stava cercando risposte a domande che qualcuno non voleva venissero poste.
Quella che all'inizio sembra una semplice curiosità si trasforma presto in una ricerca sempre più profonda. Tra vecchi documenti, testimonianze dimenticate e segreti custoditi troppo a lungo, Luciana scoprirà che alcune verità possono restare nascoste per anni, ma non smettono mai di esistere.
Perché nella vita accade spesso qualcosa di simile. Ci imbattiamo in persone, situazioni o vicende che apparentemente non ci riguardano e che, tuttavia, riescono a toccare qualcosa dentro di noi. A quel punto abbiamo due possibilità: voltarci dall'altra parte oppure fermarci e cercare di capire.
Non sempre la seconda scelta è la più semplice. Anzi, quasi mai lo è. Ma è spesso quella che ci conduce più vicino alla verità. E a noi stessi.
La vita inizia quando incontri il lavoro giusto
Quella che racconto, non è la mia storia, ma, semplicemente, una storia di lavoro raccontata sulla base delle mie esperienze. Vuole essere la rappresentazione di una delle tante persone che vivono la propria vita con la fortuna di avere trovato il lavoro giusto. Vuole essere un messaggio per i tanti giovani che si affacciano al mondo del lavoro e, forse, non ne percepiscono l’essenza, l’importanza. A chi mi ha chiesto come si fa a capire se il lavoro è quello giusto, ho risposto semplicemente che è uguale a quando si incontra, nella vita, la donna giusta. Come non si incontra mai la donna che immaginiamo nella nostra fantasia, e capisci che è quella giusta perché, tutte le mattine, quando ti svegli non sei mai stanco della sua presenza, così è il lavoro: capisci che è quello giusto quando non ti pesa mai alzarti ed andare a lavorare ogni mattino. Non dobbiamo, poi, mai dimenticare che, ognuno di noi, se vuole, nella vita può fare qualsiasi cosa. Ma per riuscire a farla bene, dobbiamo considerare il lavoro che facciamo come se fosse quello che abbiamo sempre cercato, il migliore che potevamo fare, il più importante e quello che più ci appaga. Questo non vuol dire che non possiamo cambiarlo, cambiare ruolo, e ricominciare da capo; ma la regola deve essere sempre la stessa, perché, qualsiasi cosa, fra farla bene o farla male, richiede lo stesso tempo.
Ogni comunità, che sia un piccolo borgo, una città in trasformazione o una generazione, vive del racconto che fa di se stessa. Quando qualcuno decide di raccontare le dinamiche, i luoghi che cambiano o le realtà che rischiano l'abbandono, sta compiendo un atto di resistenza culturale. Scrivere significa dire: «Questo mondo esiste, ha valore, e non permetterò che finisca nell'oblio».
Custodire la memoria di una comodità
A volte mi chiedono perché, a un certo punto della vita, una persona decida di mettersi a scrivere libri.
Non scrivo perché penso di avere qualcosa da insegnare. Scrivo perché continuo ad avere voglia di capire. Se poi una pagina riesce a emozionare, a far riflettere o semplicemente a tenere compagnia a qualcuno, allora tutto il tempo dedicato a quel libro acquista un senso.
Domande frequenti
Qui trovate risposte alle domande più comuni sui miei libri, sul mio processo creativo e su come entrare in contatto. Se non trovate ciò che cercate, non esitate a contattarmi.

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La scrittura è il modo più silenzioso e più potente per entrare nella vita di qualcuno senza bussare, lasciandogli una storia che, forse, non dimenticherà mai.
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